Pytanie
Przeczytaj tekst. Z podanych odpowiedzi wybierz właściwą, zgodną z treścią tekstu. Zakreśl jedną z liter: A, B, C albo D.
UN RICORDO
È il 1957, io ho nove anni e abito a Edolo, in Lombardia. Si trova a circa cento chilometri da Brescia, una splendida città piena di monumenti dove abito oggi. Eppure quando ho nove anni, a me e ai miei compagni Brescia sembra lontanissima. Anzi, potrebbe non esistere proprio, perché non ci andiamo mai. Il nostro mondo è tutto a Edolo: una strada asfaltata, una chiesa, poche case, alcune famiglie e tanti bambini. La linea ferroviaria finisce lì, a Edolo: il treno non va oltre. Dietro ai binari, in fondo, ci sono i prati e gli alberi. Ma non ci attirano. Ci attirano invece i vecchi vagoni di legno abbandonati. Abbiamo un appuntamento fisso là di pomeriggio, a lezioni concluse, e giochiamo fino a tardi. Siamo divisi in due bande nemiche. Abbiamo preso i loro nomi da qualche film western che vediamo ogni tanto. La televisione non c’è ancora nelle case: per vederla bisogna andare al bar dopo la messa della domenica. Allora ci corriamo tutti per occupare i posti migliori. Io sono il capo di una banda, ma non perché sia il più forte, lo è Matteo, figlio del macellaio. E non riesco a correre rapidamente come Giovanni, né sono il più coraggioso. Ma in cambio supero tutti di quindici centimetri e la mia testa sporge sempre tra quelle dei miei compagni. Per questo mi sento tanto importante. La mia banda combatte con l’altra. Ogni tanto catturiamo un nemico e allora lo portiamo in un vagone e gli facciamo un processo. Un giorno corriamo dietro a un ragazzo, lo prendiamo e portiamo in un vagone. Io mi metto davanti a gambe larghe. Sopra di lui c’è una finestra chiusa. Batto con il piede alla parete del vagone per fargli paura e in questo momento sento un colpo forte sulla mia faccia. Che male! Vedo le stelle! È la finestra che si è aperta, è passata sopra le teste dei miei compagni e ha colpito me. Tutti ridono, anche il prigioniero. Tocco il mio naso e grido: “Idioti!” Arrabbiato me ne vado a casa da solo. Il naso mi fa sempre più male, ma ho paura di essere sgridato dai genitori. Penso: “Se me lo chiedono, dico che mi sono graffiato a scuola.” Per fortuna a casa non c’è nessuno: quindi, senza passare per la cucina, vado sopra da me e a stomaco vuoto mi metto a letto sotto le coperte, testa inclusa. Il giorno dopo il naso diventa ancora più grosso e si presenta malissimo. Ma non mi portano dal medico: è lontano e poi è ormai troppo tardi. Così, ancora oggi che sono adulto, il naso è più grosso da una parte e a chi mi chiede: “Come mai il tuo naso non è al centro della tua faccia?”, rispondo che è successo anni fa,
durante un processo in un vagone ferroviario…
Na podstawie: Roberto Piumini, Quando avevo la tua età
6.1. Dal testo possiamo capire che Edolo
A. oggi non esiste più.
B. è una località molto piccola.
C. ha molti monumenti da visitare.
D. si trova a pochi chilometri dalla città di Brescia.
6.2. Dopo la scuola i ragazzi
A. tornano subito a casa.
B. corrono al bar a guardare la tv.
C. vanno a giocare alla stazione dei treni.
D. passano il tempo in mezzo alla natura.
6.3. Il protagonista diventa capo della banda perché, tra i suoi compagni,
A. è il più alto.
B. è il più forte.
C. è il più veloce.
D. è il più coraggioso.
6.4. Durante il gioco il protagonista si è fatto male perché
A. un compagno della banda nemica lo ha spinto con forza.
B. è caduto correndo dietro a un compagno.
C. qualcuno gli ha fatto un brutto scherzo.
D. è stato colpito da un oggetto.
6.5. Quando è già a casa, il ragazzo
A. aspetta in cucina il ritorno della famiglia.
B. racconta una bugia ai genitori.
C. si nasconde nella sua stanza.
D. chiama da solo il medico.
Odpowiedź nauczyciela
Zaloguj się, by odkryć odpowiedź!
Aby uzyskać dostęp do treści, musisz być zalogowany.

