Pytanie
Przeczytaj tekst. Z podanych odpowiedzi wybierz właściwą, zgodną z treścią tekstu. Zakreśl jedną z liter: A, B, C albo D.
SMS SENZA RISPOSTA
«Ciao, come stai?» «Tutto bene, oggi ho fatto un esame e ho preso 30, la professoressa mi ha fatto i complimenti, sono veramente contenta perché era un esame difficile. Poi venerdì parto per Londra con un’amica. Insomma, tutto bene:) E tu? Come stai?» Risposta: «Io bene». Non so quante volte mi è successo: persone che mi scrivono per prime, chiedendomi come sto, poi lasciano tutto il peso della conversazione su di me. Anche se continuo a fare domande, niente, la conversazione finisce subito. Ieri mi è successo di nuovo: ero sul divano e mi rilassavo con gli occhi chiusi, ma senza dormire, quando il telefono si è illuminato. «Come va?», diceva il messaggio di un ragazzo con cui sono uscita una volta mesi fa. Anche se ero stanca dopo una giornata di studio, ho risposto, come faccio sempre. Infatti, una mia regola non scritta è che rispondo sempre ai messaggi. Altrimenti come potrei lamentarmi della gente che visualizza i miei sms e non
risponde? Insomma, ho risposto parlando di tante cose. E pensare che potevo mandare solo una faccina sorridente! Oppure limitarmi alla parola: «Bene». Ma questo è contro le mie regole. Quindi ho dedicato diversi minuti per comporre una risposta più complessa. Poi ho cliccato invia. Ma niente: la conversazione è morta lì. E mi sono domandata nuovamente: “Perché?” Mi sono ricordata che c’è un mio amico che fa esattamente la stessa cosa. Mi scrive un messaggio, mi chiede come sto, e poi niente, la conversazione finisce. Se poi ci sentiamo al telefono, allora è una conversazione lunga: un’ora di risate, riflessioni, aneddoti. Quindi l’ho chiamato e gli ho chiesto: «Ascolta, perché nei messaggi mi scrivi “Come stai?” e poi non continui la conversazione? Perché tanta gente fa così?»
«Carla», mi ha risposto. «Ricordi quando eravamo piccoli e ti facevo gli squilli? Uno squillo era un suono che durava appena tre secondi e semplicemente voleva dire che mi eri venuta in mente. Tu ovviamente non rispondevi al telefono, ma mi mandavi uno squillo anche tu. E io ero contento, perché sapevo che in quel momento mi stavi pensando. Non avevamo bisogno di una telefonata, non servivano nemmeno messaggi. Non li scrivevamo quasi mai. Quando volevamo dirci: “Ti penso”, facevamo uno squillo. E se ci volevamo parlare, ci incontravamo nel cortile.» «Ma noi siamo amici! Se con l’altra persona non siamo tanto amici, perché lo fa?» «Carla, è uguale. Questa persona ti scrive perché in quel momento ha bisogno di attenzioni. Non ti cerca per una conversazione, vuole sapere che pensi a lei e basta.» Adesso capisco e spero che lo capiate anche voi. E non mi arrabbio più. Io scriverò i miei messaggi lunghi, è più forte di me. Ma non aspetto che mi arrivi una risposta altrettanto lunga da parte di lui o di lei. Alla fine la cosa più importante è che ci stiamo pensando, anche se ognuno a modo suo.
Odpowiedź nauczyciela
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