Pytanie
Przeczytaj dwa teksty na temat narciarstwa. Wykonaj zadania 6.1.–6.8. zgodnie z poleceniami.
Tekst 1.
***
Circa dieci anni fa mi è successo di andare a sciare sulle Alpi. Era il giorno sbagliato, nevicava, faceva un freddo polare, tirava un vento che gelava le orecchie e c’era la nebbia. Ero eccitatissimo e non mi importava niente se i miei amici, cercando di farmi cambiare idea, dicevano che era pericoloso e che rischiavo di farmi male: io volevo sciare. Avevo diciannove anni e a sciare c’ero stato una volta sola. Quando facevo la terza media, ero andato in Trentino con i miei genitori. Il primo giorno avevo infilato scarponi e sci per la mia prima ed unica lezione: ero caduto, mi ero rotto la gamba e avevo passato il resto della vacanza davanti al camino dell’hotel.
Questa volta ero determinato a riprovarci. Sono salito sulla seggiovia*, tutto coperto come un eschimese, e sono partito per le piste. Il vento era così forte che il motore dell’impianto si spegneva automaticamente e ripartiva solo quando le raffiche si calmavano. Faceva dieci metri poi si bloccava per un quarto d’ora, poi altri quaranta metri e venti minuti fermo. Così all’infinito. Da impazzire. Per quel poco che riuscivo a vedere la seggiovia era vuota. Piano piano sentivo che le punte dei piedi, le orecchie, le dita delle mani si stavano ghiacciando. Cercavo di togliermi la neve di dosso, ma era fatica sprecata, cadeva silenziosa, leggera e incessante. A un certo punto è cominciato a venirmi sonno, ho iniziato a ragionare più lentamente, mi sono fatto forza e mi sono detto che se mi fossi addormentato sarei morto. Ho urlato, ho chiesto aiuto. Mi ha risposto solo il vento. Ho guardato in basso. Ero proprio sopra una pista. Appena a una decina di metri dalla neve. Mi è venuta in mente una storia che mi aveva raccontato mio nonno quando ero bambino. Era quella di un aviatore che durante la guerra si era buttato dall’aereo in fiamme. Non gli si era aperto il paracadute ma era sopravvissuto, salvato dalla neve soffice su cui era miracolosamente atterrato. Dunque, dieci metri non erano tanti. Se mi buttavo bene, se non mi irrigidivo, non mi facevo niente, anche il paracadutista non si era fatto niente. Una parte del cervello mi ripeteva ossessiva: “Buttati! Buttati! Buttati!” Ho sollevato la sbarra di sicurezza e ho cominciato a dondolarmi. Per fortuna in quel momento la seggiovia si è mossa e ho ripreso coscienza. Ho abbassato la sbarra. Ero molto in alto, se saltavo come minimo mi rompevo le gambe.
W zadaniach 6.1.–6.4. z podanych odpowiedzi wybierz właściwą, zgodną z treścią tekstu. Zakreśl jedną z liter: A, B, C albo D.
6.1. Durante il soggiorno con gli amici nelle Alpi il protagonista
A. aveva dei dubbi se ascoltare il loro avvertimento.
B. desiderava andare a sciare a tutti i costi.
C. si considerava uno sciatore esperto.
D. aveva paura di riprovare a sciare.
6.2. La seggiovia si fermava spesso perché
A. stava nevicando tanto.
B. il vento soffiava con eccessiva forza.
C. il motore si bloccava a causa del ghiaccio.
D. gli altri sciatori la facevano muovere pericolosamente.
6.3. Come si conclude la storia?
A. Il protagonista salta giù dalla seggiovia.
B. Il protagonista chiede aiuto e viene salvato.
C. Il protagonista rimane sull’impianto, che riparte.
D. Il protagonista si addormenta e si sveglia dopo diverse ore.
6.4. Quale titolo è il migliore per questo testo?
A. UNA PASSEGGIATA DIVERTENTE
B. LA LEZIONE DI SCI CON IL NONNO
C. UNA RISCHIOSA AVVENTURA IN MONTAGNA
D. QUELLA VOLTA CHE LA NEVE MI HA SALVATO LA VITA
Tekst 2. NONNA EMILIA Ogni mattina, all’alba, Emilia è l’unica figura che colora la neve bianca di Prato Nevoso, un paese di montagna del Piemonte. Tuta, casco in testa e sci ai piedi, scende veloce sulle piste come se fosse una ragazzina. Nonostante gli anni, per nonna Emilia il tempo sembra non essere trascorso. Quello di andare a sciare tutte le mattine è un appuntamento a cui Emilia Colombo, 86 anni compiuti, non vuole mancare. Ogni giorno attende quel momento magico come si fa con le grandi passioni. Nata nel 1936 a Bergamo, è arrivata in Piemonte quando aveva appena 17 anni, per amore verso un ragazzo piemontese, Bruno. E ci è rimasta dopo il matrimonio con lui che per anni ha gestito l’hotel San Carlo. È stato allora che Emilia si è innamorata della neve, un colpo di fulmine che l’ha convinta ad imparare a sciare e poi a diventare maestra di sci. Un amore profondo, tanto che a 27 anni, dopo anni di partecipazioni alle gare, è riuscita a vincere la Coppa del Mondo di sci alpino. I suoi allievi sulle piste la chiamano “La Colombina”. È un soprannome che le era stato dato da un presentatore durante una trasmissione televisiva sulle bellezze del Piemonte a cui da giovane aveva partecipato. Ostinata e forte, ripete sempre a tutti qual è il suo elisir di lunga vita: bere un bel caffè doppio tutte le mattine e mangiare tutti i giorni una mela, perché, come dice il proverbio, “una mela al giorno leva il medico di torno”. Oltre ovviamente al movimento costante: nonna Emilia passa l’inverno sulle piste da sci, in estate va in bicicletta e si prende cura del suo giardino. È anche una grande appassionata di calcio, tifosa dell’Atalanta, tanto da andare anche allo stadio a tifare per la sua squadra del cuore. Suo figlio, Carlo Zarri, anni fa si è trasferito negli Stati Uniti, dove fa lo chef in un ristorante. Emilia, bravissima anche in cucina, ci è andata nel 2002 in occasione dell’Olimpiade invernale di Salt Lake City. Ci ha partecipato come aiuto cuoco della squadra di chef italiani che preparava i pasti per gli atleti. Una curiosità: insieme hanno preparato oltre mille porzioni di ravioli in quindici giorni! “Lei non si fermerà”, racconta il figlio Carlo, orgoglioso della sua mamma. “Ha promesso di continuare a sciare fino a quando le forze glielo consentiranno. Da lei c’è solo da imparare.”
Uzupełnij luki w zdaniach 6.5.–6.8. zgodnie z treścią tekstu, tak aby jak najbardziej precyzyjnie oddać jego sens. Luki należy uzupełnić w języku włoskim.
6.5. La signora Emilia si è trasferita in Piemonte perché _____________________________ _____________________________________________________________________.
6.6. Il soprannome “La Colombina” è stato dato a Emilia da __________________________ _____________________________________________________________________.
6.7. Secondo un detto popolare, chi _____________________________________________ _______________________________ non deve farsi visitare dagli specialisti.
6.8. La signora Emilia è stata alle Olimpiadi invernali in America per ___________________ _____________________________________________________________________.
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