Pytanie
Przeczytaj dwa teksty dotyczące kultury. Z podanych odpowiedzi wybierz właściwą, zgodną z treścią tekstu. Zakreśl jedną z liter: A, B, C albo D.
LESSICO FAMIGLIARE
Mio padre non poteva soffrire i quadri di Casorati. Li definiva sempre scarabocchi. La pittura, del resto, in genere non lo interessava affatto. Andava, con mia madre, nei musei solo quand’erano in viaggio di vacanza, riconoscendo un certo valore ai pittori “antichi”, come Goya o Tiziano, giusto per il fatto che erano ormai universalmente considerati. Voleva però che quelle visite ai musei fossero rapidissime e non permetteva a mia madre di sostare davanti ai quadri. – Lidia, vieni, andiamo! – diceva. Aveva, in viaggio, sempre una gran fretta. Anche mia madre, del resto, non s’interessava molto alla pittura: conosceva però Casorati di persona, e lo trovava
simpatico. – Che bella faccia che ha Casorati, – diceva sempre. Siccome trovava bella la sua faccia, accettava anche i suoi quadri.
Mia madre conosceva anche altri artisti, tra cui l’attore Petrolini: e quando Petrolini venne a Torino per una serie di rappresentazioni, le regalava, quasi ogni sera, biglietti gratuiti per i suoi spettacoli. – Che bellezza! – diceva mia madre. – Anche stasera si va a sentire Petrolini! Per mio padre un attore che usciva sulla scena per far ridere la gente doveva essere senz’altro “una persona sospetta”. Mia madre gli ricordava che anche suo fratello Cesare aveva passato la vita in compagnia di attori, e aveva sposato un’attrice. Tutte quelle persone che suo fratello frequentava non potevano essere sempre “gente sospetta”, anche se venivano in scena travestiti, si tingevano i capelli e i baffi. – Ma era un’altra cosa, loro non facevano i buffoni, – rispondeva lui. – E Molière? – gli diceva mia madre. – Non faceva anche lui l’attore? Non dirai mica che era una persona sospetta! – Ah Molière! – diceva mio padre, che aveva per Molière la più grande stima. – Molière è bellissimo! Ma non vuoi mica paragonare Molière a Petrolini? – gridava alla
fine con una di quelle risate rumorose che significavano la totale mancanza di rispetto. Mio padre, la sera, nel suo studio, lavorava: cioè correggeva le brutte copie dei suoi libri e vi incollava certe illustrazioni. E dopo leggeva romanzi. – È bello quel romanzo, Beppino? – chiedeva mia madre. – Macché! Una noia! – rispondeva alzando le spalle. Leggeva però con la più viva attenzione, ogni sera per delle ore, e intanto fumava la pipa. Quando tornava da qualche viaggio, aveva sempre con sé romanzi polizieschi che comprava sulle bancarelle delle stazioni; e finiva di leggerli là nel suo studio, la stessa sera, nascondendo il suo interesse dietro a una faccia annoiata. Erano, di solito, dei gialli in inglese o in tedesco: forse gli sembrava meno frivolo leggere quei romanzi in una lingua straniera. – Che cretinata! – diceva alzando le spalle e leggeva tuttavia fino all’ultima riga.
6.1. Il padre dell’autrice del brano
A. era un grande appassionato della pittura moderna.
B. amava contemplare a lungo le opere di Goya e Tiziano.
C. visitava i musei esclusivamente durante le gite turistiche.
D. accettava i quadri di Casorati in quanto amico di famiglia.
6.2. Per quanto riguarda Petrolini, il padre
A. lo disprezzava perché era un attore comico.
B. lo trovava meno sospetto degli amici di suo fratello.
C. lo considerava bravo perché assomigliava a Molière.
D. lo stimava anche se non andava alle sue rappresentazioni.
6.3. Dall’ultimo paragrafo risulta che il padre
A. preferiva dedicare le serate a cose diverse dalla lettura.
B. nonostante le apparenze era un amante della letteratura.
C. aveva poco tempo per la lettura a causa del lavoro e dei viaggi.
D. credeva che i romanzi polizieschi fossero una lettura particolarmente noiosa.
Tekst 2.
RIPARTIRE DALLA CULTURA
Le notizie apparse sui giornali, relative alla fuga dei giovani dall’università, sono veramente preoccupanti. Anche se noi, insegnanti e professori, facciamo di tutto per interessare i giovani alla cultura, tale fatto non ci stupisce, poiché è la conseguenza di anni di disinteresse verso l’istruzione e la cultura, oggi totalmente dimenticate nelle riforme dei governi. Non si può commentare diversamente il dato secondo cui negli ultimi dieci anni sessantamila ragazzi hanno rinunciato alla formazione universitaria. Questo è solo uno dei dati preoccupanti che abbiamo di fronte: nel nostro Paese si sta verificando una grave inversione di tendenza nella
partecipazione alla cultura. Oltre la metà degli italiani non compra nemmeno un libro all’anno. Sono diminuiti gli studenti che vanno a teatro, cala il numero di coloro che visitano musei e quelli che vanno ai concerti di musica classica. Tale situazione non è dovuta alle nuove mode tra i giovani, come dicono alcuni, né al dominio di Internet o della televisione, come farebbe comodo pensare. La ricerca dimostra nettamente che si tratta dell’aumento dei costi legati alla cultura e delle difficoltà economiche delle famiglie, e quindi anche dei giovani. La maggior parte dichiara che trova l’offerta culturale attraente, ma che ci rinuncia per motivi economici.
Una cosa è certa: così non si può andare avanti e non c’è più tempo da perdere. La cultura è un diritto di tutti i cittadini ed è un dovere dello Stato garantirlo. Per questo, in quanto rappresentanti di scuole ed università, abbiamo lanciato un appello che hanno già appoggiato migliaia di cittadini. Sono soprattutto genitori preoccupati per il futuro dei loro figli ma anche studenti, pensionati e gente di tutte le età. Chiediamo ai candidati alle elezioni di impegnarsi a realizzare i dieci punti delle nostre proposte, tra cui: maggiore finanziamento della cultura, investimenti su creatività e innovazione, riforma della scuola e del settore culturale, diminuzione delle imposte sulla produzione culturale. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i leader dei principali partiti, aspettiamo da loro risposte e azioni concrete.
6.4. Ultimamente gli studenti italiani partecipano meno alla vita culturale perché
A. preferiscono piuttosto la tv e Internet.
B. seguono una nuova moda tra i giovani.
C. hanno sempre meno soldi a disposizione.
D. trovano poco interessante l’offerta culturale.
6.5. Il testo è un appello rivolto
A. ai politici.
B. ai genitori.
C. agli insegnanti.
D. agli studenti universitari.
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