Pytanie
Leggi i due testi legati dal tema della mattina. Svolgi gli esercizi 4.1.–4.8.
Testo 1
L’alba è appena iniziata. I gradini da salire sono trentasei, di pietra, e il vecchio li sale con circospezione, quasi li raccogliesse uno ad uno per spingerli al primo piano. Modesto è il suo nome. Serve in quella casa da cinquantanove anni. Giunto all’ultimo gradino si ferma davanti al largo corridoio che si allunga senza sorprese al suo sguardo: a destra le stanze chiuse dei Signori, cinque; a sinistra sette finestre, spente da persiane di legno laccato. Dopo essersi passato le mani sul tessuto stirato dei pantaloni, rimette in movimento i suoi passi. Ignora le porte dei Signori, ma giunto alla prima finestra, sulla sinistra, si ferma ad aprire le persiane. Lo fa con gesti morbidi ed esatti. Li ripete ad ogni finestra, per sette volte. Solo allora si gira, per valutare la luce dell’alba che entra dai vetri: ne conosce ogni possibile sfumatura e dalla sua tonalità sa come sarà il giorno: può prevederlo, talvolta, con straordinaria precisione. Poiché si fideranno di lui – tutti – è importante l’opinione che se ne fa. Sole velato, brezza leggera, decide. Così sarà.
Allora riattraversa il corridoio, questa volta dedicandosi alla parete prima ignorata. Apre le porte dei Signori, una dopo l’altra, e ad alta voce annuncia l’inizio della giornata con una frase che ripete per cinque volte senza modificare né timbro né inflessione. Buongiorno. Sole velato, brezza leggera.
Solo allora i Signori escono dalle stanze, senza mettersi i vestiti, senza passare un po’ d’acqua sugli occhi, nelle mani. Con gli odori del sonno, si incrociano tutti nei corridoi, per le scale, all’uscita delle stanze, e avanzano a pian terreno nella grande sala delle colazioni come un fiume che scorre verso il mare.
Un mare apparecchiato è infatti la tavola delle colazioni. Su tutto veglia l’impercettibile scivolare di Modesto e di due camerieri. In un giorno normale, né di quaresima né di festa, si offre ai Signori pane tostato bianco e bruno, riccioli di burro appoggiati sull’argento, confettura di albicocche e castagnata, quattro torte in tinte diverse, coppa di panna montata, frutta di stagione sempre tagliata con geometrica simmetria, esposizione di rari frutti esotici, uova di giornata in tre differenti tempi di cottura, formaggi freschi, prosciutto a fette sottili, cubetti di mortadella, ciliegie di marzapane, cioccolata calda, latte, caffè. Il tè è detestato, la camomilla riservata ai malati.
Si può comprendere allora come un pasto considerato un veloce inizio della giornata sia in quella casa procedura complessa e interminabile. La prassi consueta vuole i Signori a tavola per ore, fino a passare nell’area del pranzo. Solo ogni tanto alcuni si alzano per poi riapparire a tavola parzialmente vestiti o lavati. Ma sono dettagli che a malapena si scorgono. Perché alla grande tavolata, va detto, accedono i visitatori del giorno, parenti, conoscenti, eventuali autorità, fornitori: ognuno con il proprio argomento. È consuetudine della Famiglia riceverli lì, nella corrente della lunghissima colazione, per una forma di informalità che nessuno, nemmeno loro, sarebbe in grado di distinguere dal massimo dell’arroganza, cioè ricevere la gente in pigiama. La freschezza del burro e il mitico punto di cottura delle crostate favoriscono comunque la cordialità. Per cui intorno alla tavola non è raro vedere decine di persone, simultaneamente, pur essendo, in famiglia, giusto cinque, e in realtà quattro, ora che il Figlio maschio è all’estero.
Quella mattina l’argomento a tavola era l’utilità dei bagni di mare. Ad un tratto sentirono il campanello dell’ingresso, a cui tutti offrirono poca attenzione, trattandosi ovviamente dell’ennesima visita. Modesto aprì la porta e si trovò davanti la Sposa giovane, cioè la fidanzata del Figlio. Non era attesa per quel giorno, o forse sì, ma se ne erano dimenticati. “Sono la Sposa giovane”, disse la donna.
Per ciascuna delle frasi 4.1.–4.4., fra le quattro proposte di completamento, scegli quella che nel modo migliore corrisponde al testo. Cerchia la lettera A, B, C oppure D.
4.1. Quale informazione è presente nel testo?
A. Alcuni membri della Famiglia saltano la colazione per dormire un altro po’.
B. Ogni mattina Modesto si affretta ad aprire le finestre nelle stanze dei Signori.
C. I membri della Famiglia si alzano appena sentono il comunicato pronunciato da Modesto.
D. Modesto assiste i Signori a scegliere il guardaroba adatto alle condizioni atmosferiche.
4.2. Il narratore descrive la tavola delle colazioni per
A. criticare la selezione dei prodotti.
B. sottolineare l’abbondanza di alimenti.
C. spiegare la breve durata del primo pasto.
D. paragonare la colazione quotidiana a quella di festa.
4.3. Gli ospiti
A. si offendono per essere ricevuti dai Signori in pigiama.
B. vanno dalla Famiglia all’ora di colazione per discutere alcune questioni.
C. devono aspettare nel corridoio la fine del pasto prima di essere ricevuti.
D. evitano di venire durante la colazione per non essere accusati di arroganza.
4.4. Nell’ultimo paragrafo l’autore parla
A. di una visita a sorpresa.
B. della scelta della sposa ideale.
C. del ritorno imprevisto del Figlio.
D. dei preparativi per i bagni di mare.
Testo 2
COME INIZIARE BENE LA GIORNATA
Come dice il proverbio, il mattino ha l’oro in bocca. Svegliarsi prima del solito, senza la pressione di dover fare tutto in fretta, può davvero fare la differenza tra una buona giornata e una che inizia fin troppo di corsa. Non preoccuparti: l’impresa non è così impossibile come sembra. Uno dei migliori consigli per diventare mattinieri è quello di svegliarsi baciati dalla luce del sole: lasciar filtrare la luce naturale dalle finestre è un’ottima idea per passare gradualmente dallo stato di sonno a quello di veglia. Puoi provare questo stratagemma soprattutto in estate, quando le giornate sono lunghe e il sole sorge presto. Se vuoi imparare a svegliarti di buon mattino è inoltre indispensabile non tenere la sveglia sul comodino: averla a portata di mano ti offre l’opportunità di silenziare il suo fastidioso suono con un solo gesto. In realtà non c’è bisogno di fare alcuna ricerca per intuire che non saresti l’unico a farlo. Perciò spostare la sveglia lontano dal letto ti costringe fisicamente ad alzarti, mettendo in moto tutti i tuoi muscoli e attivando la mente in un istante. Invece le statistiche parlano chiaro: la maggior parte delle persone spegne la sveglia che si trova sul comodino e, prima ancora di alzarsi, prende in mano il cellulare per dare un’occhiata ai social o alle e-mail. Sbagliatissimo! Lascia il cellulare sul comodino, chiudi gli occhi e rilassati. Una volta in piedi, ancora prima di sederti a tavola, bevi un abbondante bicchiere di acqua fresca, per reidratare il corpo e aiutarlo a carburare. Poi arriva il momento della colazione. Certo, la merendina è comoda ed è già pronta, ma quando la giornata comincia con un po’ di frutta, yogurt o un bel caffelatte caldo riesci a dare un senso tutto diverso al solito tran-tran. Inoltre, è utilissimo pianificare la giornata. Se non lo fai la sera prima, prenditi dieci minuti ogni mattina per compilare un foglio con la lista delle cose da fare. Così non ti farai prendere dal panico in caso di contrarietà. Capita sempre che qualcosa prenda una piega inaspettata. Non lasciarti sopraffare e affronta ogni imprevisto con calma: una cosa per volta, prima quella più urgente, poi quella meno importante.
In base al testo letto completa brevemente le frasi 4.5.–4.8.
4.5. L’autore del testo suggerisce di svegliarsi presto, con ___________________________________________________________________________, soprattutto in estate.
4.6. Le ricerche confermano che molte persone, dopo aver spento la sveglia, ________________________________________________________________.
4.7. Appena ci si alza, è utile _______________________________________________________________________________.
4.8. Quando succedono degli imprevisti, bisogna occuparsene secondo ____________________________________________________________, un problema dopo l’altro
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